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Buxus Sempervirens

Mastro d'Agraria di Lot
26 June

Struttura e tecnologia nell'Agricoltura Medioevale

Stato dell'Agricoltura Medioevale e della tecnologia che ne accompagna lo sviluppo

Alto medioevo= inizialmente vi è uno consolidato stadio di quasi regresso in confronto all’Impero Romano

Dal V al XIV secolo debole inventiva., solo alcune innovazioni dall’XI secolo in poi.

Rivisitazioni ed innovazioni medioevali: modificazione e diffusione del mulino ad acqua (con trasmissione a ruote da orizzontali a verticali – già di concezione romana – XI-XIV secolo); del mulino a vento di introduzione cinese e persiana – dal VII al X secolo); dell’aratro a ruote di concezione romana (cfr.Plinio il vecchio I secolo); delle cariolette da trasporto (carrucae); invenzione della pialla.

L’avanguardia in questo settore spetta agli ordini religiosi.

Si rivisitano e diffondono alcuni meccanismi per altro già noti nell’antichità egizio-romana: vite, ruota, camma, nottolino, puleggia. Quasi tutte le componenti sono prodotte in legno.

Novità apportate : la manovella (applicata alla mola girevole [Salterio da  Utrecht] epoca Alto Medioevo), sistema biella -  manovella.

Un esempio di sviluppo agricolo comprensoriale: il Tarantino

Tecnologia agraria dell’Occidente medioevale. (tratto da J. Le Goff “La civiltà dell’Occidente Medievale” – ed. Einaudi)

La conseguenza più grave della mediocrità dell'attrezzatura tecnica si verifica nel settore rurale. La terra e l'economia agraria sono infatti la base e l'essenziale della vita materiale del Medioevo, e di tutto quello che da essa dipende: ricchezza, potenza sociale e politica. Ora, la terra medievale è avara perché gli uomini sono incapaci di trarne molto profitto.

Arature

Prima di tutto perché l'attrezzatura è rudimentale. La terra è lavorata male. Le arature sono poco profonde. L'aratro antico, adatto d'altron­de ai suoli superficiali e ai terreni accidentati dell'ambiente mediterraneo) persiste a lungo, e in molti luoghi. Il suo vomere simmetrico, talvol­ta rivestito con ferro, ma spesso di legno semplicemente temprato al fuoco, serve a grattare la terra più che a spaccarla. L'aratro a vomere dissimetrico e a versoio, con avantreno mobile, munito di ruote, tira­to da un attacco più vigoroso, che si diffonde durante il Medioevo, rap­presenta un sicuro, considerevole progresso. Certo, i suoli duri argil­losi, i più fecondi quando sono ben lavorati, oppongono all'attrezzatura medievale una resistenza tenace. L'intensificarsi dell'aratura nel Medioe­vo è dovuto più a una ripetizione del lavoro che a un perfezionamento degli attrezzi, Si diffonde la pratica di tre arature e, sullo scorcio fra il XIII secolo e il XIV, di quattro, Ma i lavori di completamento rimangono necessari e anche questi sono di portata limitata. Dopo la prima aratura si spezzano spesso le zolle a mano, (come si vede in una miniatu­ra del Salterio inglese di luttrell dei primi del Trecento). Per la scerba­tura, che non viene fatta dappertutto, si adoperano per tagliare catii ed erbacce degli arnesi rudimentali: forca e falcetto infilati su una pertica, secondo il medesimo Salterio di Luttrell. L'erpice, di cui si ha una delle prime rappresentazioni in un ricamo della fine dell XI secolo detto arazzo di Bayeux, si diffonde nel XII e XIII secolo. Di quando in quando bisogna anche scassare profondarnente la terra con la vanga. Ma la ter­ra scavata, rimossa e arieggiata malamente, non può riconvertirsi ra­pidamente in sostanze fertilizzanti.

18 June

La Certosa di Padula

Fra gli esempi di agricoltura a governo monastico un esempio molto importante e di ampie dimensioni è quello della CERTOSA DI PADULA sita in provincia di Salerno, nella Zona del Vallo di Diano. L'Ampiezza del sito, l'abbondante disponibilità d'acqua ad una lieve profondità fanno di questo luogo un'ottimale principio per l'edificazione di un complesso di notevoli proporzioni.

Ottimamente conservata e restaurata è divenuta una meta di attrzione turistica molto particolare ed elitaria. Per pochi conoscitori, a breve distanza - fuori dalle mura della Certosa - vi è un "miracoloso" fonte battesimale di squisit fattura romanica, totalmente immerso in fresche acque di una rara limpidezza.

Nei pressi, una serie di vasche costantemente percorse dalla corrente di questo ruscello imbrigliato e vivace ospitano un allevamento di trate, lucci, anguille e ...storioni!

Da visitare. - Buxus & Il Maggiordomo -

9 June

Le Coltivazioni nel Medioevo – 1° dispensa

Le Coltivazioni nel Medioevo – 1° dispensa   Considerazioni iniziali

Nel medioevo l'agricoltura è sviluppata in modo disforme. Prospera solo in funzione della sensibilità e della considerazione che viene data alla sua importanza o meno da parte del Feudatario (Vassallo/Valvassore/Valvassino); nei riguardi della popolazione del villaggio e per le necessità del castrum.

Esempi: Solofra

Gli addetti alle lavorazioni dei campi sono diretta proprietà (diritto di vita e di morte) del signore del Contado da cui deriva la terminologia "Contadini" ancora utilizzata, impropriamente, ai ns. giorni. Nel corso dei secoli, avviene una assegnazione territoriale su fittavoli e mezzadri, o una assegnazione di armenti a pascere (soccida).

Diversamente avviene negli Orti delle Congregazioni religiose, ove si sviluppa, grazie alla dedizione degli Ordini di estrazione monastica, una conservazione delle conoscenze agrarie ed una ricerca delle tecniche colturali, della propagazione vegetale ed i primi tentativi d'incrocio delle varie cultivar vegetali, la pratica dell'agrimensura.

Esempi: Vezzolano

 
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VISTO DA VICINO UN LOTTIANO NON E' ASSOLUTAMENTE NORMALE